Mar 12

Le difficoltà di essere genitori

"I genitori sono esseri umani, non divinità". Thomas Gordon

Uno dei ruoli più difficili che si trova a rivestire chi decide di mettere al mondo dei figli è proprio quello del genitore, nessuno insegna come si fa, non esiste un manuale da seguire e anche se ci fosse non sarebbe possibile seguirlo pedissequamente in quanto ogni famiglia è composta da persone tutti diverse che interagiscono tra di loro, ciascuno con le proprie storie e il proprio bagaglio.

Diventa difficile sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Alcuni genitori sono troppo chiusi nelle proprie idee e convinzioni, sulla vita e sull’educazione e non accettano l’interferenza di idee dall’esterno, ponendosi in una posizione troppo rigida che nega la maggior parte degli interscambi.  Altri genitori assumono sono invece delle posizioni poco definite e chiare al riguardo,essendo sempre indecisi e insicuri su come agire con i figli e cercando continuamente consigli e suggerimenti esterni.

Non esiste una posizione ideale, il modo migliore per essere genitori è proprio quello dell’autenticità, dell’essere sé stessi, capaci contemporaneamente di mettersi in discussione rispetto al proprio operato con il fine di migliorare la modalità di azione e di seguire un proprio stile educativo. L’essere genitori non è un ruolo scisso dalle persone che sino quel momento si era, con i propri limiti, difetti, pregi  e sentimenti. Rivestire  questo ruolo appare spesso molto difficile  e a volte non ci si sente liberi di essere sé stessi, si avvertono delle responsabilità  eccessive, un fardello troppo grosso da sopportare che generano le conseguenti paure del fallimento e di non essere perfetti.

Essere genitori non significa essere sempre all’altezza delle situazioni, essere sempre tolleranti senza condizioni e mettere sempre da parte i propri bisogni e sacrificarsi per i propri figli. Dimenticare la propria umanità è uno degli errori di chi diventa genitore. Un genitore nella sua perfetta imperfezione è colui che si concede di essere una persona autentica. Proprio perché il genitore continua ad essere una persona deve trasmettere al figlio i valori e l’educazione, infatti l’educazione data ai bambini è fondamentale affinché essi diventino degli adulti responsabili e ben integrati nella società.  Ciò che l’individuo diventa da adulto è l’interazione di vari fattori:  il suo temperamento va ad integrarsi con le relazioni che instaura con  le persone significative per lui e il mondo circostante.

Il ruolo dei genitori è un ruolo di responsabilità nei confronti dei figli,  devono autonomizzarli, aiutarli nel faticoso percorso di crescita insegnando loro a gestire le emozioni, a tollerare le frustrazioni e a sopportare il dolore.  Un genitore deve sempre porsi in una posizione gerarchicamente superiore a quella del figlio, deve assolvere al suo ruolo che rimane genitoriale e non amicale. Il genitore amico, il cui obiettivo principale è quello di farsi amare dai propri figli , non può assolvere questo ruolo strategico. Per questo motivo è importante che il genitore nella sua posizione sappia porre al figlio delle regole, regole che hanno una grande funzione educativa, in quanto gli permettono di capire cosa è lecito, cosa non lo è e soprattutto insegnano loro a gestirsi nei limiti, ad imparare. I bambini  hanno voglia di capire cosa è giusto e cosa invece è sbagliato.  Senza punti di riferimento è ancora più difficile la transizione dalla fanciullezza all’adolescenza e dall’adolescenza  all’età adulta. Hanno bisogno di qualcuno che si sappia prendere cura di loro, che sappia proteggerli e al contempo renderli autonomi.

Le richieste dei bambini, le sfide che spesso mettono in atto sono spesso, dei modi per mettere alla prova gli adulti, per sondare il terreno e capire quanto sia forte il genitore nel dare quella regola.  I bambini hanno bisogno di regole! La riluttanza a definire dei limiti può ostacolare lo sviluppo delle capacità del bambino. Ogni limite fissato rappresenta un’occasione di crescita, offre la possibilità di risolvere un conflitto e al tempo stesso ha una funzione protettiva, in quanto il bambino sente che può affidarsi a qualcuno, non si sente invaso dalle emozioni forti : si sente contenuto e al sicuro! I bambini che sembrano comandare i propri genitori con i loro capricci e prepotenze, non hanno alcun punto di riferimento e  spesso mettono alla prova la pazienza dei genitori mettendo in atto comportamenti sempre più incontrollabili.

Le punizioni possono essere importanti per far valere il proprio no, ma non esiste una ricetta per tutte le occasioni e non sempre serve! Non è la punizione di per se stessa che conta, ma quello che si comunica con il proprio comportamento.  Si comunica molto di più con il  modo di comportarsi, piuttosto che con le punizioni! Le lodi, più che le punizioni,  e le riflessione da soli, come per esempio mandarli in cameretta a riflettere, sono gli strumenti migliori per influire sulla formazione della personalità dei propri figli.

Qualche volta succede a tutti i genitori di perdere le staffe, in questo caso non è certo la fine del mondo, ma è importante per esempio chiedere scusa , quando si sente di avere esagerato. In questo modo il modello che si  trasmette è quello di una persona che riconsidera quello che ha fatto, riconosce lo sbaglio e chiede scusa, così si apre anche per il bambino questa possibilità.  Che ubbidiscano o meno agli ordini, i bambini reagiscono più alla propria percezione del carattere e della condotta che ai comandi.  I figli si formano attraverso le loro reazioni nei nostri confronti dei genitori: più li amano, più  interiorizzano i loro valori, non solo quelli che  vengono professati coscientemente, ma anche quelli di cui noi non si è pienamente consapevoli e che tuttavia influenzano il  modo di agire.


Come comportarsi con le regole, perché sono così importanti?
Quando si danno delle regole ai propri figli è fondamentale che si seguano alcune indicazioni:

  • COERENZA DELLA REGOLA È fondamentale che la regola  abbia una sua coerenza nel tempo. La costanza nel tempo è utile affinché una regola possa venire interiorizzata.
  • POCHE MA BUONE: È meglio dare poche regole e farle rispettare, piuttosto che tante regole e non riuscire a farle rispettare.
  • MOTIVARE LA REGOLA: Motivare la regola, piuttosto che darla senza spiegazioni. I divieti immotivati innescano  la tentazione della trasgressione,  la sfida a vedere cosa accede se la regola non viene rispettata.
  • TRASGRESSIONE: Una regola non è una regole se non ha le sue eccezioni! Se la regola viene fatta trasgredire, accompagnarla sempre dalla motivazione. Questo insegna loro a non essere rigidi.
  • ESSERE IN SINTONIA: Se uno dei due genitori da una regola, anche l’altro deve essere d’accordo nel suo rispetto, altrimenti il rischio è che il figlio tenderà a non rispettarla e ad allearsi con il genitore “buono”. Se non si è d’accordo discuterne, ma mai davanti al figlio.

Non esistono dunque manuali che insegnano ad essere genitori, esistono genitori umani e non infallibili, genitori che sbagliano ma che sono in grado di correggersi, responsabili e capaci di mettersi in discussione!