Feb 05

La trasparenza del professionista….l’importanza di sapersi fidare !

Andreste mai a farvi tagliare i capelli da un giardiniere? O a comprarvi un vestito in un negozio di tendaggi?...sembra paradossale ma è la stessa cosa che accade quando ci si affida al professionista sbagliato per farsi aiutare.

Quando si decide di richiedere l’aiuto di un professionista, in qualsiasi branca o settore, è fondamentale avere le idee chiare sulle competenze che possiede e in che modo possa aiutarmi.  Occorre fare molta attenzione ai titoli che possiede  e in modo particolare conoscere la distinzione tra le figure professionali che si occupano del benessere, che non sempre è così chiara a tutti. Ogni tanto si sente parlare di persone che esercitano illegalmente una professione per la quale non solo abilitate, sia per la mancanza di competenze che di titoli.

Un ultimo caso che riguarda la professione di psicologo-psicoterapeuta coinvolge un uomo che  a gennaio 2016 è stato arrestato a  Ravenna, per esercizio abusivo della professione di psicologo – psichiatra dal 2007. È stato accusato di truffa nei confronti di 44 pazienti, alcuni dei quali affetti da problemi psichiatrici e tra i pazienti anche un minore. L’uomo non aveva mai conseguito i titoli per esercitare, ma si presentava come un professionista del settore. Esercitava le competenze proprie dell’attività dello psicoterapeuta e dello psichiatra mescolandolo consigli e cure omeopatiche come se tutto fosse lecito. Formulava diagnosi, praticava ipnosi e dava consigli sui farmaci. Alla verifica i titoli forniti non erano riconosciuti per lo svolgimento della professione di psicologo e di psicoterapeuta, solo un master, conseguito nel 2013, di counselling.

Avere questo titolo non lo abilitava certamente ad esercitare la professione di psicologo psicoterapeuta. Un percorso terapeutico è un investimento importante per chi decide di compierlo, a volte non è facile decidere, spesso si impiega tanto tempo per contattare qualcuno e quando lo si fa è importante e necessario “fidarsi” della persona alla quale ci “si affida” per la risolvere le proprie difficoltà. Per essere davvero aiutati è necessario che lo psicologo –psicoterapeuta o psichiatra possegga i titoli e le competenze per farlo, altrimenti non servirà a niente.
Quali sono le cose fondamentali da sapere per non incorrere nella mani sbagliate?

  • La prima cosa da fare è verificare se il professionista è iscritto all’albo professionale. Esiste un ordine nazionale degli psicologi dove è possibile verificare se il professionista è iscritto e la sua qualifica. Il professionista oltre ad essere iscritto all’albo nazionale sarà iscritto all’albo regionale di appartenenza. Qualora non fosse uno psicologo o uno psicoterapeuta ma un medico psichiatra è possibile controllare la sua iscrizione all’ordine dei medici.  
  • L’unico  professionista autorizzato a prescrivere i farmaci è lo psichiatra, lo psicologo e lo psicoterapeuta (a meno che non sia anche una psichiatra) non possono farlo. Non si danno consigli sui farmaci, si prescrivono con regolare ricetta e timbro medico.
  • Il professionista deve fornire al paziente tutte le informazioni necessarie  per essere identificato come tale.
  • Quando una persona si rivolge ad un terapeuta per iniziare una consulenza o una terapia, il professionista deve far firmare al paziente il consenso informato al trattamento dei dati personali e fornire regolare fattura.
  • Il costo delle prestazioni fornite dal professionista deve essere specificato all’inizio della consulenza e il paziente può verificare il tariffario dell’ordine degli psicologi.

    Per una maggiore chiarezza ecco le differenze fra le varie figure professionali:

PSICOLOGO:

è colui che per esercitare la professione ha conseguito dopo la laurea quinquennale, l’abilitazione in psicologia mediante l’esame di stato ed è iscritto all’albo professionale. Secondo l’Ordine Nazione degli psicologi :“la professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.
Egli possiede una molteplicità di strumenti finalizzati sia ad effettuare diagnosi, che interventi di prevenzione, sostegno e riabilitazione in una molteplicità di contesti, che possono riguardare le istituzioni scolastiche, lo sport, le aziende, i tribunali etc etc. Non possiede invece  le competenze, né tanto meno l’autorizzazione, a svolgere attività psicoterapeutica, dovendosi pertanto limitare a percorsi di consulenza e sostegno a breve termine. Lo psicologo non può prescrivere farmaci.  La figura dello psicologo, al pari dello psichiatra, è considerata una professione sanitaria.
Nel 2001 è nata la figura del “Dottore in Tecniche Psicologiche” che, a differenza dello Psicologo con laurea quinquennale, ha conseguito la laurea in tre anni, ha effettuato un tirocinio di 6 mesi, ha superato l’Esame di Stato per l’abilitazione professionale e l’iscrizione all’Albo – Sezione B.

PSICOTERAPEUTA:

è colui che dopo la laurea in psicologia (e l’abilitazione alla professione) o in medicina, ha conseguito una specifica formazione professionale, mediante corsi di formazione di almeno quattro anni che prevedano un’adeguata formazione in psicoterapia, presso scuole di specializzazione universitarie o private riconosciute dal MIUR.
Lo psicoterapeuta  è l’unica figura professionale riconosciuta dallo Stato che può fornire come servizio la psicoterapia, è una competenza professionale che non è strettamente legata alle competenze delle scienze psicologiche, infatti non richiede la laurea in psicologia (anche i medici possono diventare psicoterapeuti) né è strettamente legata alle competenze delle scienze mediche, infatti non richiede la laurea in medicina (anche gli psicologi possono diventare psicoterapeuti). Lo psicologo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci, in quanto non possiede le competenze mediche acquisite nel corso di laurea in medicina. A differenza dello psicologo si occupa della cura dei disturbi specifici.

PSICHIATRA:

è un medico, un laureato in medicina e chirurgia, specializzato in psichiatria. Lo psichiatra richiede e valuta esami medici, prescrive farmaci generici e psicofarmaci. Lo psichiatra si occupa essenzialmente del trattamento di disturbi psichiatrici di una certa gravità. Lo psichiatra può frequentare una scuola di specializzazione per diventare anche psicoterapeuta. In base alla formazione teorica ricevuta gli strumenti utilizzati sono la farmacoterapia e la psicoterapia,  allo specifico disturbo del paziente, egli favorirà l’uno o l’altro intervento, oppure una loro integrazione. Il trattamento farmacologico è tuttavia compito esclusivo del medico specializzato in psichiatria. È possibile che uno psichiatra invii un paziente ad uno psicologo-psicoterapeuta, quando la sua formazione sia essenzialmente improntata alla farmacoterapia e ravveda, nel disturbo e nei bisogni del paziente, la necessità di un intervento psicoterapeutico piuttosto che farmacologico  o integrativo a quello farmacologico. Il medico psichiatra non può fornire servizi psicologici: la terapia psicologica, colloquio psicologico, la somministrazione di test, etc., caratteristici dello psicologo in quanto, non essendo psicologo, non ha le competenze tipiche delle scienze psicologiche acquisite durante il corso di laurea di psicologia.

COUNSELOR:

è colui che è in grado di aiutare la persona ridimensionare le situazioni problematiche e trovare delle modalità per il cambiamento. Lo scopo è quello di orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità della persona occupandosi di problemi non specifici e circoscritti. Secondo Galimberti l’attività del counselor: “è finalizzata a consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi”( (Umberto Galimberti, Dizionario di Psicologia, Torino, UTET, 2006.) Secondo Colin Feltham:” è un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali, per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo”. (Colin Feltham, Dizionario di counseling, Roma, Sovera, 2008). Il titolo di counselor è un titolo privato, senza obblighi di segreto professionale, il counseling è una professione non organizzata, ovvero priva di una legge istitutiva e di un ordine professionale, viene considerata una professione intellettuale per la quale non è necessario seguire alcun iter specifico. La normativa lascia al singolo professionista la facoltà di qualificarsi professionalmente intraprendendo un percorso di certificazione professionale presso un'associazione professionale. Il 17 novembre 2015 il TAR del Lazio, con la Sentenza 13020/2015, ha riconosciuto che il disagio psicologico è competenza dello psicologo e presuppone una competenza diagnostica non riconosciuta ai counselors e anche al di fuori del contesto clinico rientra nella professione sanitaria dello psicologo ai sensi dell'art. 1 L. 56/1989. Il counseling è dunque competenza deli psicologi e solo loro possono usare strumenti e tecniche di conoscenza e intervento sui processi psichici.